Il Sardinia radio telescope (SRT) è un radiotelescopio con uno specchio primario di 64 metri dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF). Con il cofinanziamento ottenuto dal PON FSE FESR «Ricerca ed innovazione 2014-2020» INAF intende completare gli sviluppi tecnologici necessari per il pieno sfruttamento del SRT fino alla frequenza massima raggiungibile, anche dotandosi dei ricevitori a microonde Q-band (33-50 GHz, multibeam), 3-band(18-26 GHz, 33-50 GHz, 80-116 GHz simultanei), W-band (75-116 GHz, multibeam) e del ricevitore «bolometrico» a 3 mm. Oggetto di questa procedura aperta è la realizzazione e messa in funzione su SRT (e sugli attuali altri 2 radio telescopi Italiani, Medicina e Noto) di un ricevitore capace di osservare simultaneamente la stessa sorgente celeste in tre bande di frequenza centrate rispettivamente a 22, 43 e 86 GHz.
Con nota prot. n. 424 del 28.2.2018, il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca («MIUR») ha emesso lo «Avviso per la concessione di finanziamenti finalizzati al potenziamento di Infrastrutture di ricerca, in attuazione dell'Azione II.1 del PON Ricerca e Innovazione 2014-2020» (di seguito citato anche come «Avviso»). Il Sardinia radio telescope è stato inserito nell'avviso quale «infrastruttura di ricerca» assoggettabile al potenziamento; in risposta all'avviso, l'INAF ha presentato la proposta progettuale «PIR01_00010 — SRT_HighFreq — Potenziamento del Sardinia radio telescope per lo studio dell'Universo alle alte frequenze radio» («Proposta»), articolata secondo nove «Obiettivi realizzativi» (di seguito citati anche solo come «OR»).
Fra questi, l’obiettivo realizzativo 4, denominato «Un sistema ricevente a microonde compatto e simultaneo a tre-bande per i tre radio telescopi italiani», mira a completare SRT ed i radiotelescopi della rete INAF di Medicina (BO) e Noto (SR) con la dotazione di un ricevitore in grado di osservare una sorgente celeste contemporaneamente su 3 bande radio, centrate rispettivamente a 22, 43 e 86 GHz.
La simultaneità nel poter osservare lo stesso fenomeno astrofisico a più bande di frequenza è per certe applicazioni radio astronomiche, come per esempio per lo studio di oggetti variabili (ad es. nuclei galattici attivi, sorgenti maser) e transienti (ad es. resti di supernova, lampi gamma, microquasar) di fondamentale importanza. Inoltre, tale simultaneità facilita la calibrazione delle osservazioni, sia in modalità single-dish che, soprattutto, in modalità VLBI (in rete con altre antenne).
La procedura di affidamento è stata espletata elettronicamente mediante la piattaforma INAF "U_BUY", acquisita tramite il Consorzio CINECA, indirizzo Internet https://inaf.ubuy.cineca.it/PortaleAppalti/